Il sequestro probatorio di materiale informatico
10-10-2020
Prima la verifica del sistema informatico e poi, semmai, il  sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37639/2019 in tema sequestro probatorio del materiale informatico, chiarisce che l'hardware deve essere preliminarmente sottoposto ad una perquisizione diretta ad individuare soltanto il materiale digitale di interesse per le indagini, non potendosi ritenere legittima un'indiscriminata acquisizione dell'intero contenuto di un sistema informatico.
L'ovvia conseguenza è quella che potrà essere disposta l'acquisizione dei dati elettronici ed informatici  soltanto dopo che siano stati individuati i documenti digitali "interessanti" per le investigazioni e che sia stato chiarito il vincolo di pertinenzialità con il reato per cui si procede.
Secondo la sentenza in commento, ciò che deve essere spiegato dall'Autorità giudiziaria procedente è l'astratta configurabilità del reato ipotizzato in relazione alla congruità degli elementi rappresentati, non certo nella prospettiva di un giudizio di merito sulla concreta fondatezza dell'accusa, bensì con esclusivo riferimento alla idoneità degli elementi su cui si fonda la notizia di reato.
Ciò in modo da chiarire la ragione per cui è utile l'espletamento di ulteriori indagini per acquisire prove certe o ulteriori del fatto, non altrimenti esperibili senza la sottrazione del bene all'indagato o il trasferimento di esso nella disponibilità dell'autorità giudiziaria.
Ancorchè non debba tradursi in un sindacato sulla concreta fondatezza dell'accusa, ciò che deve essere verificata è la possibilità concreta di sussumere il fatto in una determinata ipotesi di reato, non potendosi ritenere sufficiente la mera "postulazione" della sua esistenza da parte del P.M. ovvero la prospettazione esplorativa di indagine rispetto ad una notizia di reato.
L'Autorità Giudiziaria, tenuto conto dello stato del procedimento, deve rappresentare le concrete risultanze processuali e la situazione emergente dagli elementi forniti dalle parti, spiegando la congruenza dell'ipotesi di reato prospettata rispetto ai fatti che si intendono accertare.
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