Cyber crimes: la Corte di Cassazione sul rapporto tra il reato ex art. 617-quinquies e la frode informatica
24-11-2021
Interessante decisione della Corte di Cassazione, Sezione quinta Penale, in materia di reati informatici con riguardo ai rapporti tra il delitto previsto dall'art. 617-quinquies cod. pen. (Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche) e quello di cui all'art. 640-ter cod. pen. di frode informatica,
Secondo gli Ermellini, la prima delle ipotesi di reato, quale mero reato di pericolo tendente a prevenire l'intercettazione del dato informatico, deve ritenersi assorbita in quella di cui l'art.  640-ter cod. pen. nel caso in cui, volta installato il dispositivo atto ad intercettare comunicazioni di dati, la captazione illecita dei dati costituisce la condotta preparatoria e di pericolo di cui al primo reato nell’alterazione del funzionamento o nell'intervento illecito sul sistema informatico ma  integra anche le modalità realizzative tipiche della frode, di cui al secondo reato.
La sentenza, inoltre, ricostruisce i rapporti tra molteplici ipotesi di reato in materia di c.d. cyber crimes e analizza le questioni connesse ai captatori informatici, considerata la vigenza nel tempo di diverse disposizioni normative sul tema.
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