CEDU: L’Italia deve adeguare la propria legislazione e prassi alle conclusioni della Corte in materia di ispezioni e verifiche fiscali nei locali commerciali
28-01-2026
Con la decisione nel caso di Italgomme Pneumatici S.r.l. contro Italia (ricorso n. 36617/18 e altri 12 ricorsi) la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto, all'unanimità, che vi sia stata violazione dell'articolo 8 (diritto al rispetto del domicilio e della corrispondenza) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Il caso riguardava l'accesso e l'ispezione di locali commerciali, sedi legali o locali utilizzati per attività professionali.
Le ispezioni avevano comportato l'esame, la copia e il sequestro (in alcuni casi) di registrazioni contabili, libri aziendali, fatture e altri documenti contabili obbligatori, nonché diversi tipi di documenti rilevanti ai fini della valutazione fiscale, da parte di ufficiali o agenti della Guardia di Finanza (una forza di polizia militarizzata sotto il Ministero dell'Economia e delle Finanze) o dall'Agenzia delle Entrate al fine di valutare l'adempimento da parte dei ricorrenti dei loro obblighi fiscali.
La Corte ha ritenuto in particolare che, anche se esisteva una base giuridica generale nel diritto italiano per le misure in questione, tale legge non soddisfaceva il requisito di “qualità della legge” di cui all’articolo 8 della Convenzione.
Anche tenendo conto dell’ampio potere discrezionale di cui gli Stati dispongono al riguardo, la Corte ha ritenuto che il quadro normativo nazionale lasciasse alle autorità nazionali un margine di manovra illimitato per quanto riguarda la portata delle misure e il modo in cui avrebbero potuto essere attuate. Inoltre, non forniva sufficienti garanzie procedurali, poiché la legalità, la necessità e la proporzionalità delle misure non erano soggette a un controllo sufficiente.
Nel complesso, il suddetto quadro normativo non aveva fornito ai ricorrenti il grado minimo di protezione a cui avevano diritto ai sensi della Convenzione.
Ai sensi dell'articolo 46 (forza vincolante ed esecuzione delle sentenze) la Corte ha ritenuto che fossero necessarie misure generali a livello nazionale ed ha invitato l'Italia ad adeguare la propria legislazione e prassi alle conclusioni della Corte in questo caso.
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