Presunzione di innocenza e media: il rapporto dell'Agenzia per i diritti fondamentali dell'Unione Europea
06-04-2021
L'Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA), ha pubblicato un interessante rapporto sulle modalità attraverso le quali la presunzione di innocenza e i relativi diritti sono applicati all'interno dell'Unione Europea.
Dal rapporto risulta che la presunzione di innocenza in Italia viene fortemente influenzata dai media, ma anche dai pregiudizi e dalla presenza della gabbie nelle aule di udienza, oltre a stigmatizzare l’eccessività delle “fughe di notizie” oltre all’utilizzo di fonti non ufficiali che contribuiscono a distorcere assai di frequente la verità dei fatti e il principio di presunzione d’innocenza.
Secondo il report risulta una «sproporzionata attenzione» riservata dai media alla fase istruttoria e alla fase iniziale del procedimento, quando i pubblici ministeri «hanno necessità di dimostrare la solidità dell’accusa e di sostenere il coinvolgimento dell’imputato nel caso» ed una del tutto scarsa l’attenzione che i media riservano allo sviluppo e alla conclusione del procedimento.
Per quanto riguarda le fase delle indagini, gli avvocati di numerosi Stati membri hanno manifestato la convinzione che la polizia si concentri molto di più sulla raccolta di prove a carico che non a discarico.
Un simile atteggiamento viene attribuito dagli avvocati italiani anche ai pubblici ministeri.
Quanto agli effetti della copertura mediatica sulla presunzione di innocenza, molti avvocati degli Stati membri hanno evidenziato che, spesso, la copertura mediatica finisce per incidere sull’equità complessiva dei procedimenti. Nonostante ciò consenta di aumentare la trasparenza dei processi, risulta indubbio che i media possono esercitare «pressioni» sui tribunali, come segnalato da un procuratore portoghese, secondo il quale i giornali «influenzano l’opinione pubblica senza avere la completa conoscenza di casi penali».
Un simile fenomeno risulta assai frequente anche in Italia: «Una volta che il sospetto è stato identificato , la presunzione d’innocenza è in qualche modo già violata. Anche se le accuse sono successivamente confutate, è difficile da correggere sui media», ha testimoniato un giornalista.
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